Paternonuova: Il Sito di Tutti i Paternesi
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Benvenuto su Paternonuova: Il Portale di Tutti i paternesi...

Lo scopo di questo progetto è quello di offrire a tutti spazio e visibilità,
dando l'opportunità di conoscere le vicende che riguardano la propria città
per poter partecipare attivamente e contribuire al sano sviluppo della stessa...
Una "grande piazza" che ospiterá tutti coloro vogliono discutere su quello che
ritengono essere temi importanti anche se questi alla fine non dovessero risultare
tali. Prendi questa occasione al volo, collabora con noi e fa' di Paternonuova
il tuo portale. Condividi le tue conoscenze, rivisitiamo assieme la nostra storia,le
nostre tradizioni, e facciamone patrimonio di tutti e tesoro di una cittá che
vuole e che puó crescere.


segnala un evento o scrivi a :info@paternonuova.com




WebLog
 
Di Admin (del 07/05/2015 @ 13:49:37, in Eventi ed annunci, linkato 11 volte)
Sabato 9 Maggio 2015 alle ore 18:30 Santa Messa Chiesa Sacro Cuore Paternò
 
Di Admin (del 06/03/2015 @ 15:47:56, in Eventi ed annunci, linkato 30 volte)


Domenica 8 Marzo ore 10:30 davanti al Presidio Ospedaliero.

Paternonuova c'e'

 
Di Agata Rizzo (del 06/02/2015 @ 08:59:12, in Paterno'...al Femminile!, linkato 42 volte)

Con il “sacco” verde o bianco sono sempre di più le devote di S. Agata che prendono parte alla festa

della santa Patrona di Catania, una volta assoluto privilegio maschile.

Ma ormai da molti anni le pari opportunità sono entrate nella festa, grazie anche all’impegno di

associazioni laiche femminili.

Il Circolo Femminile Sant’Agata, la cui presidente è la dott.ssa Mariella Aurite (chirurgo d’urgenza

all’ospedale Vittorio Emanuele di Catania), nato circa venticinque anni fa con monsignor Lucio

Rapicavoli, ne è l’espressione più efficace.

Oggi sono oltre trecento le socie del circolo tra cui anche molte bambine, iscritte alla nascita dai

genitori devoti.

La devozione e l’impegno delle socie non è circoscritto ai festeggiamenti agatini ma si esprime tutto

l’anno, con azioni di volontariato e catechesi.

Il Circolo Femminile Sant’Agata ha, tra l’altro, un primato: è l’unica associazione cattolica a

festeggiare l’otto marzo in maniera religiosa, organizzando in occasione della “Giornata

Internazionale della Donna” conferenze dedicate all’universo femminile e al suo rapporto con la

spiritualità. La giornata si conclude con un omaggio floreale a Sant’Agata, come simbolo di tutte le

donne martiri.

E di questi tempi sappiamo bene quante donne e bambine sono vittime di  “martirii moderni”: il

femminicidio, la discriminazione di genere sin dalla più tenera età, l’abuso sessuale…

E questo è stato il messaggio che  Monsignor Salvatore Gristina ha lanciato quest’anno al popolo

dei devoti agatini: “La violenza subita da Sant’Agata purtroppo è la stessa che tante donne oggi

subiscono in silenzio, spesso da parte dei loro uomini. Quante sorelle vivono nel terrore!” 

Anche in altre parti del mondo le donne sono protagoniste della devozione agatina: in Spagna, a

Zamora, esiste una confraternita tutta femminile dedicata a Sant’Agata e proprio in occasione della

Sua festa le donne celebrano la “Giornata Internazionale della Donna”, comunemente chiamata

“Festa della donna” e quel giorno la priora della confraternita diventa sindaco della città.

Una santa moderna, dunque, che si presta anche a una lettura laica del coinvolgimento delle donne

nei festeggiamenti in onore della Patrona di Catania, come ci ricorda lo studioso e giornalista

Antonino Blandini,  (Sicilia in Rosa –Febbraio 2014): “C’è stato un tempo in cui le donne che

partecipavano ai festeggiamenti in onore di Sant’Agata a Catania erano numerosissime. Un’usanza

di cui scrive anche Giovanni Verga. Dopo il terremoto del 1693 e fino alla fine dell’ottocento le

donne partecipavano alla festa velate; erano le cosidette ‘ntuppatedde, coperte da un manto che

lasciava scoperti solo gli occhi. Da lì, nel Novecento, sarebbe nata una maschera di Carnevale

chiamata domino.”

Le ‘ntuppatedde, erano, dunque, donne travestite che scendevano in strada, in incognito,

mischiandosi alla folla nel giorno delle processioni. “Non potevano trainare il fercolo, né vestirsi di

bianco. E non potevano entrare nelle chiese agatine. Ma così travestite, irriconoscibili, si facevano

audaci, stuzzicavano gli uomini, ai quali chiedevano “cortesie”, erano molto sensibili alle

galanterie”.

Un’altra tradizione, questa religiosa, che riguarda il rapporto delle donne catanesi con Sant’Aituzza 

si sviluppò nei primi anni del Novecento per durare alcuni decenni , come ci ricorda, ancora, il

Blandini: “La mattina del 4 febbraio le nostre donne uscivano di casa scalze e si recavano in

cattedrale per la Messa dell’Aurora. Era la prima accoglienza della Santa, a cui rivolgevano questa

preghiera in dialetto: Sant’Aita che è la prima virginedda/ lappi li martiri picciridda/Quannu nesci

da so cammaredda/Straluci comu na lucenti stidda.

Poi si scioglievano i capelli, un’usanza antichissima, in segno di penitenza, perché il giro del 4

febbraio, vigilia della festa vera e propria, per secoli è stato penitenziale. Da cui viene la scurzitta

nera indossata dagli uomini, che rappresenta le ceneri sul capo.”

Ieri come oggi, dunque, le donne sono sempre state protagoniste della devozione a Sant’Agata, ‘a

picciridda” che morì a 15 anni, il 5 febbraio del 251, per sostenere la sua fede di cristiana e la libertà

di poterla praticare.

Cittadine…Tutte devote tutte…Viva Sant’Agata!!!

Agata Rizzo

 
Di Admin (del 18/11/2014 @ 12:02:35, in Arte&Cultura, linkato 66 volte)

Quasi ogni settimana ormai lo spettacolo si ripete e la gente accorre come un tempo a massa.
Tanto e' l'entusiamo che anche la stampa ne da il giusto risalto!
Beh, i pupi sono disegnati e costruiti in maniera diversa ma conservano sempre il loro tradizionale aspetto e carattere.
Pippinendu, Orlando, Rinaldo, Carlo Magno, Angelica, e poi c'e' sempre Gano di Magonza, inconfondibile...
Il pubblico partecipa con passione e si fa coinvolgere al punto di interloquire e si fa Pupo a sua volta.
Certo quei pupi si muovono in maniera diversa rispetto ad un tempo ma sempre ai fili rimangono legati e ogni qualvolta il puparo si dimentica di muoverli, loro oggi anziche' rimanere fermi come quelli di un tempo,
si muovono come se entrassero nel panico in quanto privi di conoscenza del ruolo che hanno. Ma poi fortunatamente il Puparo (Pupo a sua volta) muove i fili e da la voce....
Il pubblico applaude, urla, si arrabbia e applaude ancora.
Menomale che tutto cio' e' solo l'opera e Pupi!!!!!   ....o No?

A. S. A.

 
Di nino tomasello (del 25/10/2014 @ 17:32:49, in nino tomasello, linkato 64 volte)
La notte del 31 ottobre, l’ultimo giorno dell’antico calendario celtico (600 a.C.), ricorre in America e nel mondo anglosassone la Festa di Halloween: coinvolge adulti e bambini. Bambini ed adulti, vestiti in modo spaventoso, portando cesti vuoti, girano per le strade e facendosi luce con originali lanterne ricavate da zucche chiamate Jack-‘O-Lantern bussano di porta in porta dicendo “ Trick or Treat”(dolcetto o scherzetto). Chi apre la porta e non dona dei dolci, subirà la vendetta dei bambini con degli scherzi. Halloween deriva da All Hallows’ Eve,Vigilia di tutti i Santi. La tradizione celtica (600 a.C.) tende a scacciare gli spiriti maligni, a esorcizzare la morte e a propiziare un buon raccolto per l’anno nuovo! La tradizione nell’era della globalizzazione, com’è naturale, si diffonde e i contadini guadagnano qualche soldo dalla vendita delle zucche! Nei paesi etnei, nel periodo di Natale, i ragazzini attrezzati di una cesta vuota, vanno in giro per le case a cantare “a strina”e, tanto cantano, finché le mamme o le nonne non aprono la porta ed offrono loro dei doni! Frattanto ci ricordiamo che fra qualche giorno la Chiesa ricorda Tutti i Santi e l’indomani, il novembre la Festa dei Morti. Da tempo immemorabile, da Omero a Virgilio, per non parlare della concezione dantesca, abbiamo sempre registrato nella nostra memoria collettiva la capacità d’immaginare con i nostri defunti dei rapporti affettivi, i quali, grazie ai lieti ricordi, fanno diventare verosimile la continuità del rapporto affettivo. D’altra parte, noi ci rivolgiamo ai Santi, legittimamente canonizzati e non, per intercedere presso l’Onnipotente perché ci dia la capacità di dare una dimensione esistenziale della nostra esistenza. Secondo la Chiesa, oltre alle anime dei Santi canonizzati (l’ultimo è Papa Montini), ci sono tantissimi altri spiriti di persone comuni che sono già Santi e quindi in grado d’intercedere presso Dio: sono i nostri nonni. E i nostri nonni, quando erano in vita , come i nostri genitori, ci portavano per negozi dove i giocattoli esposti aspettavano d’essere … comprati …(dai nostri morti per i loro nipotini!). Alla fine d’ottobre i genitori interrogavano i bambini sui loro desideri: chi desiderava una bicicletta, chi una bambola, chi semplici pezzi di mostarda e frutta secca, chi una sciarpa o un golfino. I bambini erano invitati a comportarsi bene, … altrimenti i Morti, (i loro nonni o bisnonni etc), non sarebbero andati per i negozi di Via Vittorio Emanuele o alla Fiera dei Morti per comprare … i giocattoli! Durante la notte, i Morti avevano … materializzato i desideri dei bambini … consegnando a … domicilio: sotto il letto, sotto le coperte o sotto il cuscino, o in qualche angolo remoto della casa. Passavano presto i giorni dell’attesa e la Notte, quella Notte, ci si addormentava con difficoltà, in attesa del risveglio … dei giocattoli e … delle mostarde. … Assonnati e felici, i bambini e le bambine “vestiti di nuovo” con bambole e biciclette, masticando pezzi di mostarda e pupi di zucchero, e quant’altro si riversavano sulle strade. Era un giorno di Festa che umanizzava, esorcizzava la morte. Nell’era della globalizzazione totale, la Festa dei Morti può ancora esserci utile (adulti compresi!), soprattutto dopo le tante stragi in corso d’opera nel mondo integralista islamico e non, che, nel centenario della Prima guerra mondiale, stravolgono la cultura delle relazioni universali tra gli uomini e le donne del nostro tempo. Halloween! I Morti ! Per i bambini è festa! Nino Tomasello
 
Di Admin (del 13/10/2014 @ 12:32:16, in Cronaca, linkato 84 volte)

COMUNE DI PATERNO’
(prov. di Catania)
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE

OGGETTO: Proposta di deliberazione di iniziativa consiliare ai sensi dell’art.17 del vigente 
regolamento dei lavori consiliari avente ad oggetto “Annullamento deliberazione 
consiliare n.84 del 30/09/2014”

 

Premesso che con deliberazione del Consiglio Comunale n.84 del 30/09/2014 si è provveduto all’approvazione delle aliquote dell’addizionale comunale IRPEF per l’anno 2014, ai sensi dell’art.1, commi 142, 143 e 144 della Legge 296/2006, nella misura dello 0,8 per cento;

Verificato che il predetto atto deliberativo è stato adottato in prossimità della scadenza dei termini per l’adozione del bilancio di previsione, oltre che dei tributi locali, giusto decreto del Ministro dell’Interno del 18/07/2014;

Ritenuto che i tempi di adozione non abbiano consentito un’approfondita analisi del quadro economico-finanziario della gestione comunale, e che sono possibili manovre ed azioni alternative all’aumento deliberato con atto consiliare n.84 del 30/09/2014;

Considerato che occorre comunque provvedere in tempi brevi alla ridefinizione della manovra tariffaria dell’Ente per l’anno 2014, prima della scadenza dei termini di cui all’art.14, comma 8 del D. Lgs 23/2011, che vincola gli effetti della deliberazione alla pubblicazione della stessa sul pertinente sito istituzionale entro il 31 dicembre dell’anno cui si riferisce;

Considerato che gli effetti socio-economici della maggiore imposizione, introdotta con il predetto atto deliberativo, sulla collettività paternese sarebbero esplicitamente negativi, con grave ulteriore ricaduta sulla capacità reddituale delle famiglie e delle attività produttive, con particolare riferimento a quelle che versano in condizioni precarie;

Constatato che rispetto alla bozza di bilancio presentata in data 23/09/2014 (quindi immediatamente prima dell’adozione della deliberazione sulle aliquote sull’addizionale comunale IRPEF), si riscontra nel successivo schema di bilancio approvato dalla G.M. con atto deliberativo n.277 del 07/10/2014, una notevole differenza nelle somme totali delle Entrate ed Uscite;

Verificato che il Comune di Paternò è destinatario di ulteriori trasferimenti rispetto a quelli previsti nella bozza di bilancio trasmessa al Consiglio Comunale in data 23/09/2014, sulla scorta dei disposti normativi e degli importi indicati nel prospetto allegato al presente atto per farne parte integrante e sostanziale, e che si può razionalizzare ulteriormente la spesa da prevedere nel bilancio di previsione 2014;

Verificata la possibilità di garantire gli equilibri di bilancio adottando una manovra di contrazione della spesa e di incremento delle entrate pari all’incremento adottato con deliberazione consiliare n.84 del 30/09/2014, emendando lo schema di bilancio adottato dalla Giunta Comunale con deliberazione n.277 del 07/10/2014, al fine di preservare gli equilibri del bilancio 2014 così come segue:
Compensare l’annullamento del maggior gettito previsto dell’addizionale comunale IRPEF, pari ad €.945.807,65, Cap.11 Parte Entrata, con il maggior gettito previsto al Cap.220/4 Parte Entrata, per €.644.975,88, e con la riduzione delle spese che seguono:
€.60.000,00 Cap.40/3 Parte Uscita (Adunanze Commissioni Consiliari);
€.90.000,00 Cap. 445/5 Parte Uscita (Transazioni);
€.70.000,00 Cap.530 parte Uscita (Interessi Passivi Anticipazione di Cassa);
€.62.081,00 Cap.3040 Parte Uscita (Acqua Utenze Comunali);
€.18.750,00 Cap.390/2 Parte Usxcita (Liti, Arbitraggi):
;

Valendo la presente anche come relazione;

P R O P O N E

Al Consiglio Comunale, per le motivazioni indicate in premessa e che si intendono integralmente riportate, l’adozione dell’atto de quo con le seguenti statuizioni:

1) Annullare la deliberazione consiliare n.84 del 30/09/2014;

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

(Dott.ssa Laura Maria Enrica Bottino)

 
Di nino tomasello (del 08/10/2014 @ 18:37:52, in Eventi ed annunci, linkato 67 volte)
Il 22 ottobre , alle ore 19,00 nei locali del Monastero si riunisce l'assemblea dei soci dell'Associazione Padre Giuseppe Di Giovanni. Credo sia importante parteciparvi. Approfitto dell'occasione per segnalarvi il libro di Giselda Adornato "Paolo VI- Il coraggio della modernità. editore San Paolo
 
Di Federico II (del 07/10/2014 @ 17:12:18, in Cronaca, linkato 132 volte)

Paterno' - Crisi - Dissesto - Rifiuti - IRPEF - Accordo

 

Il comune di Paternò attraversa un momento di Crisi DRAMMATICA, la CITTA’ soffre, l’amministrazione pure, e si cercano soluzioni.

Soluzioni che per quest’ultima sembrano essere momentaneamente trovate.

La Crisi sembra essere segnata con l’eventuale approvazione dell’aumento dell’ aliquota dell’addizionale IRPEF dallo 0.2 allo 0.8

 

Si sceglie di chiedere alla Citta’ un ulteriore sacrificio all’ennesimo forse errore da parte di chi dovrebbe trovare soluzioni per rilanciare lo sviluppo. 

 

Si paventa il terrore del Dissesto Economico e si deve quindi intervenire urgentemente. Non sono utili altre soluzioni. Solo due le cose da fare e Urgentemente:

-       Rinnovare il Contratto alla Dusty per la raccolta dei Rifiuti che ritorna ad assumere a Paternò

-       Aumentare l’addizionale IRPEF

400 mila euro sembrerebbe la cifra destinata alla "DUSTY" in un momento forse troppo delicato in cui si rischia il Dissesto. Ma serve. E’ indispensabile per questo momento. 

L’alzamento dell’aliquota viene Approvato per un solo voto da un consiglio che sembra entrare in Crisi vera.

Alcuni Consiglieri si oppongono, altri sembrerebbe rinunicino a confrontarsi, altri non riescono a spiegarsi il perchè di tale azione. 

Arriva l’ACCORDO e quindi appoggio "esterno" che permette di andare avanti.

Sembrerebbe che per ora la soluzione sia stata trovata. Dai rifiuti arriva la salvezza della città? ...o per la nuova maggioranza?

 

 
Di Admin (del 22/09/2014 @ 09:21:16, in DidatticaMente, linkato 75 volte)

Paternò in ricerca 

 

La Prima guerra mondiale, la Grande Guerra,

cominciò il 28 luglio 1914 con la dichiarazione di guerra dell'Austria alla

 Serbia e si concluse l'11 novembre 1918.

 Paternò, tra i tanti morti e dispersi, contò 450 vittime!

Conosci, perché ti è stata raccontata, qualche episodio vissuto da un tuo bisnonno?

Conosci, hai conosciuto, un Cavaliere di Vittorio Veneto?

Sei in possesso di qualche cimelio?

1914 - 2015 a cento anni dal luttuoso evento,

Scrivi la sua storia …

Indaghiamo …

Scriviamo, insieme, la loro storia …

la nostra storia!

Invia a ricercagrandeguerraccrpaterno@gmail.it

 
Di Admin (del 20/05/2014 @ 14:43:12, in DidatticaMente, linkato 119 volte)

Paternò nuova, apprezzando moltissimo le finalità dell’iniziativa della del Presidente del Consiglio comunale, tesa a coinvolgere la scuola della nostra città, intende concorrere al successo della ricerca. Convinta della necessità di coinvolgere tutti i soggetti organizzati nelle associazioni e i singoli cittadini, Paternò nuova ( www.paternonuova.com) rivolge un appello a tutti i cittadini e a tutte le associazioni perché, recuperino nella loro storia familiare ricordi, memorie, racconti, documenti, e quant’altro può essere utile per immettere nella Banca della memoria tutte le testimonianze raccolte e riportate. A fine di mantenere l’unitarietà della Ricerca collettiva, invita quanti vorranno partecipare al progetto di divulgarlo presso tutti i conoscenti e di inviare le testimonianze raccolte a: ricercagrandeguerraccrpaterno@gmail.it Paterno nuova, apprezzando moltissimo le finalità dell’iniziativa della del Presidente del Consiglio comunale, tesa a coinvolgere la scuola della nostra città, intende concorrere al successo della ricerca. Convinta della necessità di coinvolgere tutti i soggetti organizzati nelle associazioni e i singoli cittadini, Paternò nuova ( www.paternonuova.com) rivolge un appello a tutti i cittadini e a tutte le associazioni perché, recuperino nella loro storia familiare ricordi, memorie, racconti, documenti, e quant’altro può essere utile per immettere nella Banca della memoria tutte le testimonianze raccolte e riportate. A fine di mantenere l’unitarietà della Ricerca collettiva, invita quanti vorranno partecipare al progetto di divulgarlo presso tutti i conoscenti e di inviare le testimonianze raccolte a: ricercagrandeguerraccrpaterno@gmail.it

 

La Prima guerra mondiale, la Grande Guerra, cominciò il 28 luglio 1914 con la dichiarazione di guerra dell'Austria alla Serbia in seguito all'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando il 28 giugno 1914 per concludersi oltre quattro anni dopo, l'11 novembre 1918. Il conflitto coinvolse le maggiori potenze mondiali di allora, divise in due blocchi contrapposti: gli Imperi centrali (Impero germanico, Impero austro-ungarico, Impero ottomano e Regno di Bulgaria) contro le potenze Alleate rappresentate principalmente da Francia, Regno Unito, Impero russo, Serbia e poi successivamente anche l'Italia e gli Stati Uniti.

Oltre 70 milioni di uomini furono mobilitati in tutto il mondo (60 solo in Europa). Il conflitto si aprì con l'invasione austro-ungarica della Serbia, e parallelamente, con una fulminea avanzata tedesca in Belgio, Lussemburgo e nel nord della Francia, giungendo a 40 chilometri da Parigi.

Negli anni successivi la guerra raggiunse una scala mondiale, con la partecipazione di molte altre nazioni, fra cui l'Impero ottomano, l'Italia, la Romania, gli Stati Uniti e la Grecia, aprendo così altri fronti di combattimento. Al fronte, fin dal settembre 1914, l'esercito tedesco fu però bloccato dai francesi sulla Marna, cosa che avrebbe vanificato le speranze tedesche di una guerra breve e vittoriosa.

A quel punto la guerra sul fronte occidentale si trasformò in una lenta e sanguinosa guerra di posizione, dove, al costo di milioni di morti, il numero degli uomini impiegati e le nuove tecnologie messe in campo dagli Alleati ebbero la meglio sulla superiore organizzazione militare della Germania.
Determinante per l'esito finale del conflitto mondiale fu, al penultimo anno di guerra, l'ingresso degli Stati Uniti d'America e di diverse altre nazioni che, pur non entrando militarmente a pieno regime nel conflitto, grazie agli aiuti economici dispensati agli Alleati, si schierarono contro gli Imperi Centrali facendo pendere definitivamente l'ago della bilancia già dapprima favorevole agli Alleati.

La guerra si concluse l'11 novembre 1918, quando la Germania, ultima degli Imperi centrali a deporre le armi, firmò l'armistizio con le forze nemiche. Alla fine del conflitto, i maggiori imperi esistenti al mondo - Impero tedesco, austro-ungarico, ottomano e russo - cessarono di esistere, e da questi nacquero diversi stati che ridisegnarono completamente la geografia politica dell'Europa

“ Dal 1496 a.C. al 1861 d.C. si sono avuti 227 anni di pace e 3.357 anni di guerra, in ragione di 13 anni di guerra per ogni anno di pace” M.R.Davien

“Dal 1829 al 1945, ben 59 milioni di uomini sono stati uccisi in guerra o in altri conflitti” J.D.Carthy/F.J.Ebling

 (Ezio Costanzo – L’estate del ‘ 43 – I giorni di guerra a Paternò- Prefazione di Rosario Mangiameli – Le nove Muse Editrice)

Inaugurazione Monumento dei Caduti - 4 Novembre

Com’è noto la Guerra si svolse al nord, ma la metà dei combattenti era gente del sud. Tra questi oltre alcune migliaia erano cittadini paternesi. 450 di loro furono dispersi o caduti combattendo per l’Italia. Il Progetto, promosso dal Consiglio comunale, e dalle Istituzione scolastiche del territorio, viene proposto alla condivisione delle Associazioni: Combattenti, Marinai, Carabinieri in congedo, alle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, al baby Consiglio comunale. La raccolta di documenti, lettere, cartoline, cimeli etc. sarà esposta nelle singole istituzioni scolastiche e, a conclusione del progetto, anno scolastico 2014/15, a Palazzo Alessi, sede della municipalità.

Finalità della ricerca - 1914/18
Ricostruire, attraverso una ricerca collettiva, il contributo di sofferenze e di sangue che i nostri nonni, bisnonni dei giovanissimi/e, vissero alla luce di una visione valoriale: la difesa dell’Italia.

Obbiettivi:
stimolare nelle nuove generazioni la scoperta, attraverso l’indagine attiva nel territorio, dello scenario locale e nazionale della memoria collettiva e i grandi cambiamenti politici e sociali dell’Italia e nel territorio. - recuperare i documenti privati e renderli disponibili alla memoria collettiva.

Soggetti coinvolti:
Alunni delle quinte classi della scuola primaria, della scuola secondaria di 1° grado e della scuola secondaria di 2° grado; quest’ultimi potranno partecipare attraverso anche ricerche variamente prodotte nei vari linguaggi della comunicazione.. Agli alunni (scuola primaria e media) saranno proposte delle schede funzionali alla raccolta di dati colti nel contesto familiare.

Le schede dovranno essere consegnate ai docenti delle singole istituzioni scolastiche

 

 

Mio papà ……………………………………….........

ha fatto il Servizio militare                           si no

 

mio nonno paterno…………………………………

nacque il …/…/…… fece il servizio militare nel …/…/…… a  …………………...............

mia nonna paterna ………………………………

nacque il …/…/…… a ...............................

il mio bisnonno paterno……………………………

nacque il …/…/……

Fece il servizio militare nel………………

a……………………

 

 

 

Mia mamma …………………………………………

ha fatto il Servizio militare                        si no

 

mio nonno materno ……………………….........

nacque il …/…/…… fece il servizio militare nel …/…/……a  …………………............

mia nonna materna…………………………

nacque il …/…/……a ............................

il mio bisnonno materno………………………

nacque il …/…/……

Fece il servizio militare nel………………

a……………………

Scheda 

 

 

 

Io  ……………………………………… sono nato/a il …/…/……

mio padre nacque il …/…/…… 

mia madre nacque il…/…/…… 

@mail……………………………………… Via……………………………………… Paternò -  Recapito telefonico :…………………………………………

Ps: Le comunicazioni relative al presente progetto potranno essere inviate a: ricercagrandeguerraccrpaterno@gmail.it  o a: info@paternonuova.com

Ps.1 - La scheda sopra accennata è meramente indicativa

    2 – Chi volesse partecipare alla ricerca è comunque tenuto  a  completare la narrazione con i propri dati personali,  dichiarare la propria disponibilità a ricevere notizie nell’indirizzo mail e  autorizzare i responsabili del progetto ad utilizzare a le ricerche inviate in una eventuale pubblicazione della ricerca.

 
Di Admin (del 09/05/2014 @ 11:14:08, in Cronaca, linkato 116 volte)

Legge n. 56 del 4 maggio 2007, simbolicamente nella ricorrenza dell'assassinio dell'on. Aldo Moro. Ricordando il 36° anniversario dell’assassinio di Aldo Moro e degli uomini della scorta

 "Giornata della memoria" delle vittime del terrorismo e delle stragi.

 9/ MAGGIO 2014

 Chiesa S. Caterina

 Santa Messa celebrata dal Rev. Nunzio Chirieleison

paternonuova 

 

Scheda

Roma 16 marzo 1978. Un giorno triste, indimenticabile, per molti noi, nati e cresciuti con la Liberazione del nostro Paese dalla Dittatura e non solo; quella mattina ero ad una laurea di una mia cara amica.

Come chi scrive, milioni di persone, oggi sono in grado di ricostruire le azioni, le emozioni di quella mattinata. La radio, pochi minuti dopo le nove, annunciava la strage di Via Fani:

….trucidata la scorta, Aldo Moro rapito! Cominciò la Notte della Repubblica.

Il colpo più inimmaginabile, come quello delle Torri gemelle! Moro, uno dei Padri della Costituzione, un maestro, un testimone dell’impegno politico dei Cattolici democratici, interprete geniale della cultura della complessità, incarnava, assieme a Berlinguer, la necessità politica di completare la Liberazione del Paese. Dopo le seconda guerra mondiale il mondo era stato diviso in due blocchi: gli Usa e l’URRSS avevano guidato le rispettive zone di influenza.

Quel giorno, il 16 marzo, il Parlamento si accingeva a dare la fiducia al Governo Andreotti, definito di” Solidarietà nazionale”. Pochi giorni prima del rapimento, il Corriere aveva dedicato a Moro un ritratto; aveva scritto Piazzesi: “ … In alcuni momenti Moro, più che il presidente della Dc sembra diventare il supremo moderatore di tutti i partiti italiani. La poltrona del Quirinale sembra spettargli di diritto.

Quasi sicuramente sarà lui il principale artefice o il maggior responsabile dei nostri destini”.

E furono le BR, invece, ad essere gli artefici responsabili dei nostri destini …

Il rapimento di Moro e il dibattito sul Governo Andreotti non fu casuale. Le ”convergenze parallele”, intuite e perseguite dal segretario democristiano stavano ad indicare la complessità della situazione dell’Italia, la coniugazione necessaria tra l’esigenza delle garanzie dell’uguaglianza delle opportunità da assicurare a tutti i cittadini, e la necessità di una visione unitaria, concretamente fondata sulla libertà e condivisa da tutte le forze politiche per azioni concretamente indipendenti del nostro Paese.

La notte della nostra Repubblica ebbe inizio in via Mario Fani. Forse pochi sanno che Mario Fani era stato uno dei promotori dell’Azione cattolica italiana, perseguitato dal fascismo.

La giovane democrazia italiana sacrificava, quella mattina uno dei suoi uomini migliori alle esigenze della Ragion di Stato: con i terroristi non si doveva trattare! Giusto o sbagliato che fosse, gli Italiani prendevano atto che il terrorismo, un fenomeno ingrottato, era in grado di rendersi protagonista nella destabilizzazione del Paese.

Certo di attentati in questi anni ce ne sono stati tanti (da Piazza Fontana, alla Stazione di Bologna come in altre parti del mondo…), ma la strage di via Fani ha significati emblematici che li sintetizza. Moro subì il ”processo democratico” tenuto da presunti inquisitori popolari, i quali, in nome del popolo…. avevano dimenticato che la scorta era costituita da figli del popolo!

Il processo più breve che si possa immaginare durò 55 giorni e si concluse tragicamente. Il cadavere fu trovato a Roma, in via Caetani, nei pressi di Via Botteghe Oscure, nel bagagliaio di una Renault! Era il nove maggio 1978. “ Questo Paese non si salverà se ognuno di noi non avrà riscoperto il proprio senso del dovere” ripeteva spesso lo statista cattolico.

A Paternò, alcuni anni fa con il compianto Padre G. Digiovanni cominciammo a riportare alla memoria della città la strage di via Fani; insieme pensammo che fosse utile, opportuno, e soprattutto necessario farlo. E cominciammo a farlo nella scuola della 3° Direzione didattica, titolata ad Aldo Moro. Ancora Oggi pensiamo sia ancora opportuno … utile… e sempre più necessario … continuare a farlo! Perché noi, figli dell’Etna… non ci spaventiamo dei fiumi visibili di lava che fanno spettacolo, ci preoccupiamo invece dei flussi lavici ingrottati, dei quali non siamo in grado di pre-vederne il sotterraneo cammino … Sono passati 36 anni…. Bin Laden non c’è più … La notte continua …. Il terrorismo è ancora un’arma puntata contro le regole democratiche e contro il dialogo….. interroghiamoci ….

Nino Tomasello

Paternò 9 maggio 2014

 
Di Admin (del 23/04/2014 @ 09:28:33, in Arte&Cultura, linkato 216 volte)

Omaggio a Turi Mancuso dalla Compagnia Teatrale Luigi Capuana di Paternò Un omaggio a Turi Mancuso e alla sua arte, l’antica, nobile arte del cantastorie, la serata organizzata dalla Compagnia Teatrale Luigi Capuana di Paternò, di concerto con il Comune di Paternò, il 20 marzo, presso il salone della Biblioteca Comunale. Tema principale dell’incontro la commedia musicale Orlando Pazzu di Turi Mancuso, erede dell’arte dei cantastorie paternesi, rappresentata con oltre cinquanta repliche in teatri di varie province siciliane e non solo, visto che il musical ha varcato anche i confini della Sicilia. Bisogna ricordare, comunque, che Mancuso oltre Orlando Pazzu ha composto e musicato altri due fortunati musical: Cavalleria Rusticana di Verga e Vanni Lupo di Nino Martoglio. L’incontro culturale, introdotto dal presidente della compagnia Elena Cavallaro ed egregiamente coordinato da Norma Viscusi, ha visto nell’intervento qualificato del prof. Nino Tomasello, storico locale della cultura popolare, una suggestiva interpretazione della storia del prode Orlando così come l’ha voluta Mancuso nella sua opera. Una storia che vede invertiti i classici ruoli dei protagonisti: non più un puparo ma il cantastorie che viene usato, fatto pupo dai pupi, i quali una volta tanto diventano pupari! «Vogliono, i pupi, – racconta Tomasello – solamente provare a “prendersi il gusto” della libertà, raccontando, cantando, la storia di Carlo Magno, tratta dalla Chanson de Roland e mediata da Ludovico Ariosto, dal loro punto di vista, a modo loro, come la sentono dentro la loro anima nascosta nel guscio di legno, con parole, trame e tonalità musicali del popolo del quale assumono la rappresentanza reale. L’operazione è complessa e, per essere dispiegata, dicono i pupi nel loro Parlamento, ha bisogno di chi, di solito, canta al popolo le storie: il cantastorie, a cui suggeriscono, infondono parole, e note perché racconti al pubblico “la loro storia” di Orlando! …Vogliono, in altri termini, anche loro diventare pupari, in questo caso del cantastorie. E’ il caso di sottolineare che nella storia cavalleresca i pupi usano la lingua italiana; ciò per alimentare l’unità linguistica del Paese, mentre i cantastorie usano il dialetto siciliano. Nell’Orlando Pazzu i pupi e il cantastorie parlano, non a caso, la stessa lingua…» L’Orlando Pazzu che accoglie nelle splendide musiche di Turi Mancuso, tutta la tradizione dei canti popolari, è un’opera in tre atti, originale, divertente e, nello stesso tempo, struggente che costituisce con la rivoluzione dei pupi – come sottolinea lo stesso Mancuso – la metafora della ribellione dei soggetti più deboli nei confronti dei potenti, quei ceti deboli che non vogliono essere più manovrati ma essere con-partecipi della scena sociale. La serata, in perfetta amalgama tra il numeroso pubblico, l’autore e i qualificati ospiti, amici e collaboratori voluti da Mancuso, si è conclusa con una splendida performance dell’autore nella quale, sul filo della memoria dei ricordi personali dello stesso, che attingono ai principali ispiratori della sua arte: DON ANGELO E DONNA MARIUCCIA, il padre e la madre, si sono intrecciati canti tradizionali e popolari siciliani, accompagnati dall’insostituibile chitarra con la quale il nostro cantastorie ha regalato suggestioni indimenticabili. Ed infine, Turi Mancuso ha voluto ringraziare il suo pubblico con l’omaggio di un cd, con i brani dei suoi tre musical, realizzato in occasione delle cinquanta rappresentazioni de L’Orlando Pazzu.

foto: F. Magri'

Agata Rizzo

 
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26/05/2015 @ 13.23.32
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