Paternonuova: Il Sito di Tutti i Paternesi
Ci sono 9 persone collegate

< aprile 2014 >
L
M
M
G
V
S
D
 
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
24
25
26
27
28
29
30
       
             

Titolo
Arte&Cultura (18)
Cronaca (7)
Diario Simetino (29)
DidatticaMente (23)
Eventi ed annunci (45)
Generale (50)
Info & News (4)
La Gazzetta RosAzzurra (1)
Lettere a paternonuova (2)
Osservatorio: Paternò,Sicilia, Italia,Europa ... (6)
Paterno'...al Femminile! (10)
Poesie (11)
Scaccia-Pensieri (2)
Speciale Termovalorizzatore (70)
Territorio e Comprensorio (5)
Tradizioni (12)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
UF5c5o roqwiiknegxr
29/03/2012 @ 00:41:03
Di BsywAiTLS
wIuxD6 gxjezpzvlioz
29/03/2012 @ 00:29:24
Di EaUBYBNKsrBJnF
zFQAxi bvrogizvpvcy
29/03/2012 @ 00:00:19
Di NVLmQaDfxLKfwHE



\\ Paterno' nuova

Benvenuto su Paternonuova: Il Portale di Tutti i paternesi...

Lo scopo di questo progetto è quello di offrire a tutti spazio e visibilità,
dando l'opportunità di conoscere le vicende che riguardano la propria città
per poter partecipare attivamente e contribuire al sano sviluppo della stessa...
Una "grande piazza" che ospiterá tutti coloro vogliono discutere su quello che
ritengono essere temi importanti anche se questi alla fine non dovessero risultare
tali. Prendi questa occasione al volo, collabora con noi e fa' di Paternonuova
il tuo portale. Condividi le tue conoscenze, rivisitiamo assieme la nostra storia,le
nostre tradizioni, e facciamone patrimonio di tutti e tesoro di una cittá che
vuole e che puó crescere.


segnala un evento o scrivi a :info@paternonuova.com




WebLog
 
Di Admin (del 23/04/2014 @ 09:28:33, in Arte&Cultura, linkato 6 volte)

Omaggio a Turi Mancuso dalla Compagnia Teatrale Luigi Capuana di Paternò Un omaggio a Turi Mancuso e alla sua arte, l’antica, nobile arte del cantastorie, la serata organizzata dalla Compagnia Teatrale Luigi Capuana di Paternò, di concerto con il Comune di Paternò, il 20 marzo, presso il salone della Biblioteca Comunale. Tema principale dell’incontro la commedia musicale Orlando Pazzu di Turi Mancuso, erede dell’arte dei cantastorie paternesi, rappresentata con oltre cinquanta repliche in teatri di varie province siciliane e non solo, visto che il musical ha varcato anche i confini della Sicilia. Bisogna ricordare, comunque, che Mancuso oltre Orlando Pazzu ha composto e musicato altri due fortunati musical: Cavalleria Rusticana di Verga e Vanni Lupo di Nino Martoglio. L’incontro culturale, introdotto dal presidente della compagnia Elena Cavallaro ed egregiamente coordinato da Norma Viscusi, ha visto nell’intervento qualificato del prof. Nino Tomasello, storico locale della cultura popolare, una suggestiva interpretazione della storia del prode Orlando così come l’ha voluta Mancuso nella sua opera. Una storia che vede invertiti i classici ruoli dei protagonisti: non più un puparo ma il cantastorie che viene usato, fatto pupo dai pupi, i quali una volta tanto diventano pupari! «Vogliono, i pupi, – racconta Tomasello – solamente provare a “prendersi il gusto” della libertà, raccontando, cantando, la storia di Carlo Magno, tratta dalla Chanson de Roland e mediata da Ludovico Ariosto, dal loro punto di vista, a modo loro, come la sentono dentro la loro anima nascosta nel guscio di legno, con parole, trame e tonalità musicali del popolo del quale assumono la rappresentanza reale. L’operazione è complessa e, per essere dispiegata, dicono i pupi nel loro Parlamento, ha bisogno di chi, di solito, canta al popolo le storie: il cantastorie, a cui suggeriscono, infondono parole, e note perché racconti al pubblico “la loro storia” di Orlando! …Vogliono, in altri termini, anche loro diventare pupari, in questo caso del cantastorie. E’ il caso di sottolineare che nella storia cavalleresca i pupi usano la lingua italiana; ciò per alimentare l’unità linguistica del Paese, mentre i cantastorie usano il dialetto siciliano. Nell’Orlando Pazzu i pupi e il cantastorie parlano, non a caso, la stessa lingua…» L’Orlando Pazzu che accoglie nelle splendide musiche di Turi Mancuso, tutta la tradizione dei canti popolari, è un’opera in tre atti, originale, divertente e, nello stesso tempo, struggente che costituisce con la rivoluzione dei pupi – come sottolinea lo stesso Mancuso – la metafora della ribellione dei soggetti più deboli nei confronti dei potenti, quei ceti deboli che non vogliono essere più manovrati ma essere con-partecipi della scena sociale. La serata, in perfetta amalgama tra il numeroso pubblico, l’autore e i qualificati ospiti, amici e collaboratori voluti da Mancuso, si è conclusa con una splendida performance dell’autore nella quale, sul filo della memoria dei ricordi personali dello stesso, che attingono ai principali ispiratori della sua arte: DON ANGELO E DONNA MARIUCCIA, il padre e la madre, si sono intrecciati canti tradizionali e popolari siciliani, accompagnati dall’insostituibile chitarra con la quale il nostro cantastorie ha regalato suggestioni indimenticabili. Ed infine, Turi Mancuso ha voluto ringraziare il suo pubblico con l’omaggio di un cd, con i brani dei suoi tre musical, realizzato in occasione delle cinquanta rappresentazioni de L’Orlando Pazzu.

foto: F. Magri'

Agata Rizzo

 
Di Admin (del 22/04/2014 @ 16:35:27, in Arte&Cultura, linkato 4 volte)
Arriva la primavera e ritorna la Pasqua, un connubio indissolubile che lega i due eventi a simbolismi religiosi come la passione, morte e resurrezione di Cristo ma anche a rappresentazioni del rinnovamento e del transito della natura che da una fase di morte passa ad una fase di risveglio e rinascita. La rappresentazione della natura che passa dalla vita alla morte ha dato vita, nei secoli, a riti impregnati di ritualità arcaiche che rinviano a feste pre-cristiane. Per i greci antichi il mito del ritorno dal mondo sotterraneo alla luce del giorno di Persefone, figlia di Demetra, dea della fertilità, simboleggiava il rinascere della vita a primavera, dopo la desolazione dell’inverno. Nei “sepolcri”, tradizionale definizione dell’ “Altare della Riposizione”, compaiono piantine di germogli di grano, ceci, lenticchie, lasciati crescere al buio per qualche settimana. Anche l’uovo è un simbolo di Resurrezione per eccellenza. In molte cattedrali si deponeva una volta, il Giovedì Santo, un uovo di struzzo nel sepolcro rituale insieme con la Eucarestia e lo si ritirava il giorno di Pasqua cantando: “Surrexit Dominus Vere: Alleluia!” D’altronde l’usanza di scambiarsi come dono le uova benedette risale a tempi lontanissimi , per arrivare ai nostri giorni con i tradizionali “cicilii” o “cuddura cu l’ova” o altra denominazione locale, fino alle dolcissime uova di cioccolato. Gran parte di questi riti della Pasqua sono inseriti nel REI, Registro delle eredità immateriali istituito dalla Regione Sicilia nel 2005. E Paternò, quest’anno, su un progetto della Pro Loco, ha voluto commemorare con una serie di iniziative culturali le “eredità immateriali” della propria città, attraverso un circuito culturale che ha inteso far vivere l’evento religioso anche dal punto di vista artistico e culturale. Tanti gli artisti che hanno aderito a PASCHA-PASSAGGIO DALLA VITA ALLA MORTE, tutti protesi a far rivivere e valorizzare le nostre tradizioni pasquali e tutte quelle manifestazioni devozionali che affondano le proprie radici in un passato ricco di storia e cultura. In particolare, merita di essere menzionata la realizzazione de “La Via della Croce”, ovvero una Via Crucis itinerante le cui stazioni sono state realizzate da vari artisti locali in dieci chiese della Città. Certamente, quella della Pasqua è la settimana più ricca di manifestazioni liturgiche di tutto l’anno, che cominciano con la Domenica delle Palme per concludersi con la Resurrezione. A Paternò, la Pasqua, si rinnova da secoli con i suoi riti antichi che culminano nelle due spettacolari processioni storiche del Venerdì dell’Addolorata e del Venerdì Santo. Pasqua e Collina Storica: un binomio indissolubile, in quanto tutto parte, si conclude e si rinnova proprio dall’acropoli, dalla chiesa Santa Maria dell’Alto, l’antica Matrici. La Collina della memoria è lo scenario perfetto per accogliere la maestosa processione del Venerdì Santo, è il luogo dove si intrecciarono storie di regine e di re con leggende antiche, dove ogni pietra ha una storia secolare che testimonia le origini della città antica. Nell’arco temporale che passa tra questi eventi clou della Pasqua, si susseguono celebrazioni religiose nell’osservanza dei precetti pasquali. Sempre molto sentita è la tradizionale benedizione delle palme, che ha luogo la domenica omonima. Queste palme vengono conservate per un anno intero e poi bruciate per evitare profanazioni. Rappresentano la benedizione che entra in tutte le case; ma nel subconscio, retaggio di antiche credenze, resta un fondo di superstizione che vi identifica ….amuleti contro il malocchio! Il Giovedì Santo vede rinnovarsi l’antica tradizione dei cosiddetti “Sepolcri” con l’allestimento all’interno delle chiese di pallide piantine di legumi germogliati al buio, addobbati con fiori e fiocchi colorati. Ma, come abbiamo già accennato, il clou delle celebrazioni pasquali restano sempre le processioni storiche del Venerdì dell’Addolorata e del Venerdì Santo. Tutto segue un copione millennario: la processione del Venerdì dell’Addolorata inizia il suo percorso dalla bellissima chiesa barocca di “Santa Margherita” per poi sfociare, con grande effetto scenografico, in Piazza Indipendenza. Dall’antica piazza Canali, salotto di Paternò, la processione dell’Addolorata, prosegue, tra ali di devoti, per via Garibaldi e poi ecco piazza Quattrocanti, dove la Madonna viene accolta da un fiume di gente silente e compartecipe del dolore della Madre che cerca il Figlio. Dopo il Suo mesto peregrinare per le vie della città, la Madonna Addolorata trova ricovero presso la chiesetta di Cristo al Monte, splendido gioiello barocco, fino al venerdì successivo quando si ricongiungerà con il Figlio Morto nella chiesa Santa Maria dell’Alto. E all’imbrunire del Venerdì Santo la Collina offre uno spettacolo indescrivibile: all’ombra del Castello Normanno, circondata dalla sacralità dei monumenti funebri, della Chiesa di Cristo al Monte, del monastero dei Cappuccini e del complesso monastico di San Francesco, l’antica acropoli accoglie la nuova città che si raccoglie, muta e addolorata, attorno alla Madonna Addolorata e al Cristo Morto. I due pregiati simulacri, opera del noto artista paternese Giacinto Gioco (1857-1928), usciti dalla chiesa di Santa Maria dell’Alto scendono dalla scalinata settecentesca: è questo uno dei momenti più suggestivi e struggenti di tutta la processione. La gente, che già dal pomeriggio aveva scalato il monte, vive una intensa esperienza emotiva e di sincera commozione, in cui si intrecciano sentimento religioso, cultura popolare e tradizione. E la Madre e il Figlio Morto, lentamente scendono a valle per dare vita alla processione più straordinaria dell’anno che vede come protagoniste le antiche Confraternite, le Addoloratine, l’Azione Cattolica, le associazioni parrocchiali e laiche, le Crocerossine, le autorità civili e religiose. I due simulacri, portati a spalla, dondolati dai portatori impettiti nei loro abiti neri, quasi disegnano con piccoli passi un’ellissi in movimento. Passato “l’arco”, l’antica porta medievale, il corteo scende a valle e si snoda per le vie della città nuova. Le sacre immagini vengono accompagnate da un vero e proprio fiume umano, percorrendo antiche viuzze che all'imbrunire, in questa speciale occasione, si avvolgono di un alone mistico… E’ il caso di ricordare che quest’anno una processione particolare ha aperto i riti della Quaresima: la “Via Crucis tra i rifiuti”, nell’area delle Salinelle di Paternò, organizzata da don Salvatore Alì, parroco della chiesa Santa Maria dell’Alto, per denunciare il grave stato di degrado in cui ormai da anni versano i quartieri Iunco e Acque grasse, insieme a tutta l’area delle Salinelle. Rigorosa la denuncia di don Salvatore Alì, rivolta a tutti i cittadini di Paternò, all’Amministrazione e alle forze dell’ordine, affinchè, sinergicamente, si faccia ognuno la propria parte, perché non è più possibile, né accettabile vedere così deturpata la nostra Città e la Natura, dono di Dio. La Via Crucis, alla quale hanno partecipato oltre un centinaio di fedeli, si è conclusa con il meraviglioso “Cantico Delle Creature” di San Francesco d’ Assisi davanti ad un altro simbolo del degrado della zona in questione: il velodromo. ...Buona Pasqua! Agata Rizzo Pubblicato sul periodico online “ L’Alba”
 
Di Admin (del 22/04/2014 @ 16:34:08, in DidatticaMente, linkato 1 volte)

Continuano le esperienze sul tema alimentare, legate al progetto “Io ho diritto a…crescere in armonia”, per i bambini della scuola dell’infanzia del IV C.D. “Michelangelo Virgillito” di Paternò. Nell’intento di concretizzare il più possibile gli obiettivi del progetto, volti a creare un sano rapporto con il cibo, si è creata una “linea diretta” tra scuola e famiglia programmando, periodicamente, delle giornate a tema da svolgere in sinergia con i genitori. Dopo le fortunate esperienze de “La giornata della frutta e verdura autunnale” e “ Gli agrumi: i tesori dell’inverno”, in occasione della Pasqua è sembrato significativo far conoscere agli alunni un dolce pasquale tipico della locale tradizione gastronomica: u’ ciciliu. A Paternò, così come in molti altri paesi della Sicilia, a Pasqua si preparavano questi bellissimi dolci con le uova sode incastonate che diventavano dei veri e propri pani-scultura! Si regalavano ai bambini, ai fidanzati, ecc…, insomma erano una delizia per grandi e piccini… Tutte le sezioni della scuola dell’infanzia per un giorno sono diventati laboratori di pasticceria dove mamme, maestre e bambini, forniti di tutti gli ingredienti e della giusta attrezzatura , hanno creato i tradizionali cicilii, con grande creatività. L’esperienza è continuata a casa, dove con l’aiuto delle mamme ogni bambino ha decorato il proprio ciciliu, lo ha infornato e…mangiato! Grande l’apprezzamento espresso dal D.S., prof. Filippo Motta, per la significativa iniziativa intrapresa dalle insegnanti.

Agata Rizzo

 
Di Admin (del 25/03/2014 @ 09:33:34, in Generale, linkato 21 volte)
 
Di Admin (del 18/03/2014 @ 12:48:21, in Cronaca, linkato 10 volte)
In merito a l'abolizione delle "provincie" dopo il chiarimento del Sindaco di Paterno' Mauro Mangano Livesicilia rettifica : http://catania.livesicilia.it/2014/03/17/citta-metropolitana-di-catania-e-scattata-la-rivolta-delle-aci_285286/
 
Di Admin (del 17/03/2014 @ 17:19:13, in Cronaca, linkato 13 volte)
Sapevamo che l'abolizione delle "provincie" non avrebbe risolto il problema inserendo consorzi o distretti. Ed allora anziche' abolire le provincie ecco che, come sostenevamo, saranno i comuni a scomparire! E quindi Ogni sindaco avra' la responsabilita',se questo avvenisse, di scegliere bene se caratterizzarsi all'interno di un distretto/consorzio o fare parte di una area metropolitana. Non e' sicuramente una questione da sottovalutare. Belpasso ( Carlo Caputo ) assieme ad ad alcuni paesi Simetini sembrebbe orientata per "Consorzio del Simeto" e Paterno' ( Mauro Mangano) Citta' Simetina per eccellenza sembrerebbe orientata per entrare a far parte della area metropolitana di Catania... Se e' veramente cosi' allora trattasi di una questione veramente delicata per i nostri sindaci e soprattutto per le nostre comunita'... nell'articolo di LiveSicilia alcune reazione da parte dei comuni: http://catania.livesicilia.it/2014/03/17/citta-metropolitana-di-catania-e-scattata-la-rivolta-delle-aci_285286/
 
Di Admin (del 17/03/2014 @ 12:13:57, in Arte&Cultura, linkato 23 volte)

 

“Quì, da noi un tearante, quantunque  drammaturgo, è considerato a priori un non scrittore. Conseguenza di questa ideologia balzana è che il nostro paese non ha una editoria teatrale, non si legge teatro, si considera il testo qualcosa di monco, di vassallo, bisognoso quantomeno d’allestimeto per avere un senso. A Londra, per esempio, non di rado capita di vedere leggere testi teatrali anche in metropolitana: non solo il sempre verde Oscar Wild, ma anche i contemporanei..                         
(Franco Cordelli-Prefazione a Mistero Buffo di Dario Fo-Corriere della sera)”

Il sipario è chiuso, gli spettatori, solo e rigorosamente uomini, mancano chissà perché le donne, arrivano alla spicciolata, con la busta piena di noccioline, calia e fave abbrustolite, per seguire la nuova puntata della storia di Carlo magno e dei suoi paladini; sanno a memoria le vicende di Orlando e Rinaldo, i tradimenti di Gano di Magonza, cognato di Carlo, fondatore del sacro romano impero.  

Dietro il sipario, il puparo, a sua volta “pupo a due corde”, come Pirandello fa dire a Ciampa nel Berretto a sonagli,  controlla  i suoi pupi, che poi sono, sotto certi aspetti, anche figli suoi; di ognuno  conosce il nome, il soprannome, le relazioni parentali come anche le virtù i difetti: Carlo Magno è l’imperatore, Orlando è il capo dei Paladini, Rinaldo è suo cugino, Bradamante è sorella di Rinaldo, cugina di Orlando, Angelica è la donna che fa impazzire Orlando …
Stiamo parlando di  “pupi”, di quelli ad una  sola corda, di quelli fatti di legno, rivestiti di corazza, che molti chiamano marionette.

Fa caldo. Il teatro all’aperto funziona in un grande cortile circondato da rosse pareti di mattoni che innalzano verso l’alto le case  di modesti contadini, piccoli artigiani; manca qualche ora allo spettacolo e c’è sempre, per il Mastro puparo, qualche rammento da fare allo sgargiante mantello di un paladino, qualche chiodino da fissare all’armatura e quant’altro è necessario  perché ogni pupo sia  pronto a fare la propria parte  per la puntata della sera; c’è qualche pupo steso  in qualche angolo del retroscena, altri sono appesi ed allineati su uno spesso filo di ferro tenuto ai lati da due grosse aste di legno; gli occhi fissi, perché guardano solo alla libertà, sgranati, sono il loro unico  strumento di comunicazione, lo specchio dei loro problemi, come anche la manifestazione riassuntiva della loro storia: le botte subite in battaglia, qualche tarlo che sotto sotto corrode il legno che ospita la loro anima di pupi


Tutti abbiamo dei problemi, sono la prova dell’esistenza umana; viviamo, afferma K. Popper, in quanto affrontiamo dei problemi.   Anche i pupi.  Il vero grosso problema che ogni pupo, a prescindere se sia il nobile Oliviero o l’ultimo soldato saraceno, non riesce a rislvere è quel tondo filo di ferro, conficcatogli in testa dall’abile artigiano., spettè amato.
 Il mal di testa è la malattia incurabile del pupo, il ferro che lo tiene legato al puparo ne è la causa,  apparente.

A volere essere più precisi, ci sarebbe da chiedersi se la vera causa della cefalea sia il filo di ferro o, piuttosto, la mancanza di libertà dovuta al legame ombelicale con il puparo, anche lui pupo, ma dalle tante nature “ che non s’accontenta di essere pupo per volontà divina”.
Il puparo muove i pupi a suo piacimento, è arbitro del loro destino, decide la loro sorte: vivere o morire, ridere o piangere, vincere o perdere, amare o non amare, comandare oppure ubbidire….
A lungo andare, i pupi, quelli dell’Opra de’ pupi, nel loro piccolo, come le formiche, s’incazzano e quando il puparo non c’è, tengono Parlamento e dopo un lungo dibattito decidono di fare la Rivoluzione: non vogliono diventare professori, deputati, ministri, né tantomeno re!
Vogliono, i pupi, solamente provare a “prendersi il gusto”della libertà,  raccontando, cantando, la storia di Carlo Magno, tratta dalla Chanson de Roland e mediata da Ludovico Ariosto, dal loro punto di vista, a modo loro, come la sentono dentro la loro anima nascosta nel guscio di legno, con  parole, trame e  tonalità musicali del popolo del quale assumono la rappresentanza reale.
L’operazione è complessa e, per essere dispiegata, dicono i pupi nel loro Parlamento, ha bisogno di chi, di solito, canta al popolo le storie: il Cantastorie. A cui suggeriscono, infondono parole, e note perché racconti al pubblico “la loro storia” di Orlando! …Vogliono, in altri termini, anche loro diventare pupari, in questo caso del  cantastorie.
E’ il caso di sottolineare che nella storia cavaalleresca i pupi usano la lingua italiana; ciò per alimentare l’unita linguistica del Paese, mentre i cantastorie usano il dialetto siciliano. Nell’Orlando pazzu i pupi e il cantastorie parlano, non  a caso, la stessa lingua: il siciliano di Paternò dove Mancuso valorizza parole, proverbi, metafore, modi di dire, allegorie, copiosamente pescate nella citta dell’aqua: Paternò, la sua città natale. Ancora. L’innamoramento, la gelosia, il destino, le misture,la ricerca della verità,la difesa della civiltà cristiana sono i temi sono i problemi dell’uomo di ogni tempo e, in quanto problemi, costituiscono la trama dell’Orlando di Mancuso

 Definita l’intesa, concluso il Parlamento, scomparsa la cefalea, la testa dei Pupi diventa un rigoglìo di libere idee.

”Pupi e Pupari. I” Pupi” hanno spesso dato voce al più profondo sentire delle persone umili, degli oppressi, specialmente nel loro rapporto con chi ha rappresentato il potere.
Non sempre.
E’ tempo ormai di lasciare la condizione di PUPI e vestire i panni di PUPARI per essere protagonisti costruttori  del proprio futuro.”
I pupi, che s’accontentano di essere nati tali, ad “una corda” per volontà divina, “s’imparadisano”con il pubblico che, frattanto, ha riempito il loro teatro, quello dell’opra de’ pupi, ed è  in attesa di “L’Orlando pazzu”, commedia musicale in tre atti, parle e musiche di Turi Mancuso

Nino Tomasello

 
Di Admin (del 25/02/2014 @ 08:57:33, in Arte&Cultura, linkato 45 volte)
BUON CARNALIVARI!
In questo periodo gli antichi romani festeggiavano i Saturnalia durante le quali i contadini celebravano i riti per la fertilità della terra. In questo periodo venivano annullate le differenze tra le classi sociali e tutto, o quasi.., era lecito. 
Sinanco le matrone moralmente più rigorose venivano meno a certi principi… “una volta all’anno era lecito trasgredire!
E’ Carnevale, festa pagana per eccellenza! 
Poi venne il Cristianesimo con il suo calendario, con la sua Epifania che, in attesa della Pasqua, mette fine alle feste natalizie. 
A Gennaio, febbraio, a marzo è tempo di coriandoli, stelle filanti, carri allegorici, scherzi, di allegria! 
E’ Carnevale. 
La sua data è mobile, perché è legata al giorno in cui si celebra la Pasqua Cristiana; la quale è mobile nella data: è rapportata al plenilunio successivo all’equinozio di primavera, il 21 marzo e comunque rapportata alla Pasqua ebraica. 
In teoria comincia da gennaio, ma in ogni caso la fine è sempre fissata al martedì grasso, che precede il mercoledì delle Ceneri, inizio dei quaranta giorni (la Quaresima), prima della Pasqua. 

A Milano, grazie a S. Ambrogio (il primo federalista!), il Carnevale dura una settimana in più! 
La parola "Carnevale" trova origine nel volgare "carne levare", in funzione del momento in cui inizia il digiuno e il cristiano riscopre la sua origine primaria di cenere priva di vita (di Cristo). Torniamo ai coriandoli, alla baldoria, agli scherzi. 
La celebrazione è universale e, per quanto riguarda l’Italia, quello di Venezia è il più simbolico. 
Nella società contadina fata di fatiche e di sofferenze, in quei giorni tutti si lasciavano andare a festeggiamenti sfrenati, ed erano consentiti eccessi di qualsiasi tipo. 
Questo spirito è rimasto inalterato nei secoli: in tutte le regioni d’Italia si assiste a un’esplosione di gioia e di follia, che viene interpretata in maniera più o meno originale dalle diverse città. Carnolivari, dicevano i toscani medievali, Carnalivari,o Carnaluvari diciamo in dialetto siciliano. Intorno alla fine del 1600 il Vescovo di Catania, Bonadies autorizzò da queste parti la libertà di…satira, di scherzi irriverenti nei confronti delle autorità.

Il tempo passava e i nostri artigiani cominciarono a lavorare la carta pesta; e con la cartapesta vennero fuori le maschere; e con le maschere cominciarono le allegorie, cioè le metafore. 
Per qualche mese, in qualche magazzino di periferia artigiani e manovali, guidati da un capomastro cominciarono a pennellare di colla la carta dei giornali per fare il “ carro”.
Altri, adornando di fiori scheletri di soggetti tematici, preparavano le macchine infiorate. 
Gruppi di amici, in costume, organizzavano comunità carnevalesche.
Era, come lo è anche quest’anno, un modo di comunicare messaggi di libertà, commenti sugli eventi più significativi del tempo, ritualità antiche per auspicare, quando soffiano venti di guerra una primavera di pace.
Fino agli anni 80 le Piazze, la strada dritta, sin dal pomeriggio e fino alla mezzanotte, si riempiva di ragazze mascherate, libere, finalmente, di scegliere il ragazzo da corteggiare … o il fidanzato liberamente “ acquisito/requisito” … con il quale ballavano per tutta la serata. 
Tutte le vie della città erano piene di macchine targate Ct, Cl, Tp, Pa,…. E non venivano certo per i carri o le macchine infiorate…. Venivano per ballare!
“ I fidanzati” , il film del grande Ermanno Olmi arricchì, a costo zero…. la sua opera cinematografica registrando a Paternò alcune scene che furono incastonate nel film. (You Tube-I Fidanzati-Paternò) Correvano gli anni settanta dello scorso secolo!
Ancora oggi, in attesa della primavera del terzo millennio, i carri allegorici, le macchine impreziosite di fiori, i gruppi in maschera, sfilano, tra le ali di folla per le vie della città.
Scrivemmo queste note alcuni anni fa! Ma questa è un’altra storia! 
…..

Capisco che le Casse del Comune sono vuote …. e non è questa la sede individuarne le responsabilità …. Capisco ancora tante altre cose sulle quali non è il caso di perdere tempo…
Epperò, grazie a Dio, i bambini ci sono ancora e anche per alcuni giorni una sfilata poteva essere organizzata dal Comune di Paternò!

Buon Carnalivari!
Nino Tomasello
 
Di nino tomasello (del 30/12/2013 @ 14:09:21, in Arte&Cultura, linkato 63 volte)

L’ASSOCIAZIONE MUSICALE CULTURALE

CORO POLIFONICO STURM UND DRANG E

ORCHESTRA DA CAMERA L’ESTRO ARMONICO

In collaborazione con il comune di Paternò

Si pregia  invitare la S. V. al

 

XXIV Concerto dell’Epifania

Graziella Reina, soprano

Giuseppe Distefano, tenore

  

Coro di voci bianche Angelica Vox

Coro Polifonico Sturm und Drang

 Orchestra da Camera l’Estro Armonico

  Salvatore Coniglio, direttore

 Lunedì 6 Gennaio 2014 ore 20:30

Chiesa Santa Barbara – Paternò


Ingresso gratuito

 
Di nino tomasello (del 30/12/2013 @ 14:05:09, in Generale, linkato 48 volte)
 
Di Admin (del 15/11/2013 @ 09:45:13, in Arte&Cultura, linkato 57 volte)
 
Di Admin (del 11/11/2013 @ 14:55:54, in Eventi ed annunci, linkato 66 volte)

 …. Enea ed Ulisse, il primo per  esplorare il futuro, il secondo per tornare a  Itaca!

 

Luca Parmitano, cittadino della Valle del Simeto,  sei la sintesi dell’uomo: parte verso il futuro e ritorna a casa!

Bentornato!

 

                                Paternò 28 maggio 2013  

 

                                                                              Paternò 11 novembre 2013

 
Cerca per parola chiave
 


Titolo







 





23/04/2014 @ 15.36.34
script eseguito in 156 ms
 Home page © Copyright 2003 - 2014 Tutti i diritti riservati. powered by dBlog CMS ® Open Source