Paternonuova: Il Sito di Tutti i Paternesi
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\\ Paterno' nuova : Storico : Eventi ed annunci (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 09/05/2010 @ 15:16:32, in Eventi ed annunci, linkato 256 volte)

Il nove maggio la Repubblica Italiana celebra La Giornata della Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi

“… senza nulla togliere alla giustizia che deve trionfare perché sulle nostre bocche ci sia sempre il perdono e mai la vendetta, sempre la vita e mai la richiesta della morte degli altri” …

I Cristiani affidano all’Onnipotente
- le anime delle vittime
- il bisogno di Pietà di quanti usarono immotivata violenza per affermare le loro idee
- Il bisogno dell’espansione della cultura della condivisione, della corresponsabilità, del rispetto delle diversità culturali tra i credenti e i non credenti del nostro tempo.

Parrocchia Sacro Cuore-Paternò 10/5/ 2010-ore 18,30- Celebrazione S. Messa.

 
Di Agata Rizzo (del 31/03/2010 @ 17:41:29, in Eventi ed annunci, linkato 756 volte)

Emozine, commozione, gioia in un intreccio di sentimento religioso e di tradizione
Pasqua a Paternò: dalla Morte alla Resurrezione
A “Festa di li festi” che ancora oggi richiama fedeli ed emigrati da ogni dove

 La Collina Storica, o Gangea, è, da secoli, teatro indiscutibile della Pasqua paternese: dalla processione del Cristo Morto a quella del Risorto che escono, ambedue, dalla Matrice. Il primo, grande dramma religioso che si vive nella maestosità della Collina Storica, l’acropoli epicentro e testimone della storia della Città, è il Venerdì Santo, la giornata della processione del Cristo Morto e della Vergine Addolorata: quella che i paternesi chiamano “ à nisciuta do Signuri mortu”. Già dal pomeriggio il popolo dà la scalata al colle, per assistere alle sacre funzioni e alla processione più sentita e partecipata dalla Città. Quello che per tutto l’anno è uno spazio deserto, a Pasqua diventa una città viva, una piazza in movimento. Puntualmente, all’imbrunire, dalla chiesa di Santa Maria dell’Alto, a’ Matrici, in uno scenario quasi irreale, i due simulacri escono per darsi alla città, per offrire ai paternesi ed ai numerosi visitatori una intensa esperienza emotiva e di sincera commozione, in cui si intrecciano sentimento religioso, cultura popolare e tradizione. E’ un rito che affonda le sue radici in un passato lontano ed è una delle poche tradizioni religiose della Città che non ha subito grandi cambiamenti. I pregiati simulacri dell’Addolorata e del Cristo Morto, opera del noto artista paternese Giacinto Gioco (1857-1928), usciti dalla chiesa di Santa Maria dell’Alto scendono dalla scalinata settecentesca: è questo uno dei momenti più suggestivi e struggenti di tutta la processione. Tutto concorre a creare un clima di profondo pathos: l’andatura dei portatori dei due simulacri lenta, cadenzata dalle note grevi della marcia funebre intonata da una banda di musicisti, l’oscurità della scalinata (la protagonista sottesa) punteggiata di luci soffuse, (nel ‘700 si scendeva verso la città a lume di torcia) e la totale partecipazione del popolo che esprime con il silenzio e intime preghiere sentimenti di mestizia, di tristezza, di pietà. Ma se il Venerdì Santo rappresenta il clou delle sacre rappresentazioni pasquali perché si celebra la Passione e la Morte di Cristo, la vera protagonista del dramma religioso che si consuma è la Madonna Addolorata. Un grande scrittore siciliano, Leonardo Sciascia, né dà, con molta lucidità, questa chiave di lettura: “...Cristo,al momento della cattura, è già nella morte. E il morto è morto come si dice in tutti i proverbi che consigliano pace, rassegnazione, omertà. Ma la madre è viva: dolente, chiusa nel nero manto della pena, trafitta... Il vero dramma è suo: terreno, carnale. Non il dramma, dunque, del divino sacrificio e dell’umana redenzione; ma quello del male di vivere,dell’oscuro, viscerale sgomento d fronte alla morte, del chiuso e perenne lutto dei viventi...”. Anche l’iconografia delle due statue suffraga la centralità di Maria: l’Addolorata con la sua verticalità costituisce la vita, l’umanità; al contrario di Cristo orizzontale, statico, morto. Ogni madre partecipa al dolore dell’Addolorata, si immedesima nel suo strazio… E la Madre e il Figlio Morto, lentamente scendono a valle per dare vita alla processione più straordinaria dell’anno che vede come protagoniste le antiche Confraternite, le Addoloratine, l’Azione Cattolica, le associazioni parrocchiali e laiche, le Crocerossine, le autorità civili e religiose. I due simulacri, portati a spalla, dondolati dai portatori impettiti nei loro abiti neri, quasi disegnano con piccoli passi un’ellissi in movimento. Quella dei portatori dei due simulacri è una delle tradizioni della Città strettamente legata alla Pasqua, ed in particolare al Venerdì dell’Addolorata e al Venerdì Santo, in quanto nel passato vigeva l’uso di tramandare di padre in figlio il diritto a portare a spalla le due monumentali vare. Per dare un’idea della grandiosità dei due fercoli basti pensare che i portatori dell’Addolorata sono 34, che durante la processione si alternano tra circa 80 devoti , mentre quelli del Cristo Morto sono circa 50, su oltre un centinaio di devoti che si danno il cambio! Placche metalliche inchiodate alla base dei simulacri con i nomi incisi degli storici portatori, testimoniano l’antica tradizione, considerata un vero e proprio onore, oltre che una sentita devozione, per i tanti giovani che, oggi come ieri, aspirano a tale ambito ruolo. Passato “l’arco”, l’antica porta medievale, il corteo scende a valle e si snoda per le vie cittadine. Anticamente, in tale giorno di dolore si osservava “il trapasso”, cioè non si toccava cibo dal giovedì sino al venerdì sera quando si concludeva la Processione del Cristo Morto. Le sacre immagini vengono accompagnate da un vero e proprio fiume umano, percorrendo antiche viuzze che all'imbrunire, in questa speciale occasione, si avvolgono di un alone mistico. Da qualche anno è stata ripresa l’antica tradizione del “Cunsolu”, l’esposizione, cioè, dei simulacri del Cristo Morto e dell’Addolorata che si possono visitare presso la chiesa di Santa Margherita, il sabato mattina. I riti si chiudono nella notte del Sabato Santo, quando viene celebrata la “Svelata”. È l’antica rievocazione della resurrezione del Cristo, che dopo l’alzata di un sipario appare vittorioso sull’altare della Chiesa, decorato di mille fiori e illuminato da una molteplicità di luci. Pasqua, che deriva, attraverso il latino Pascha e il greco Paska, dalla parola ebraica Pesah il cui significato indica il "passaggio" conferma il passaggio da una condizione all’altra: dalla vita alla morte, e poi, ancora alla Resurrezione. E la domenica di Pasqua, la Collina Storica che nel Venerdì Santo era stata teatro di grande mestizia, accoglie con trionfo il Cristo Risorto con la bandiera bianca, simbolo di Pace universale, la vittoria della vita eterna sulla morte corporale, che dalla Matrice inizia la Sua processione verso il fondovalle, accompagnato festosamente da numerosi fedeli e, soprattutto dai coltivatori diretti , organizzatori della Festa del Risorto. E’ il “Signore risuscitato”! … Dicono i nonni ai bambini e alle bambine, ancora impressionati, nella loro memoria, dalla statua del Cristo Morto… Cambiano usi e costumi , ma ancora oggi Pasqua si riconferma a festa di li Festi, un periodo denso di tradizioni e riti, che ogni anno richiama fedeli ed emigrati da ogni dove: è uno dei momenti simbolici della memoria collettiva della città, motivo di aggregazione e di unità per tutti i paternesi.
Agata Rizzo
agata.rizzo@hotmail.it

 
Di Agata Rizzo (del 02/03/2010 @ 16:57:48, in Eventi ed annunci, linkato 222 volte)

lunedì 8 marzo 2010
Giornata internazionale della donna 2010

 L'8 marzo si celebra "la giornata internazionale della donna". Nella sua campagna di comunicazione il Parlamento europeo lancia un messaggio chiaro e diretto: "VIOLENZA CONTRO LE DONNE: INSIEME POSSIAMO FERMARLA!". La violenza contro le donne è la più diffusa violazione dei diritti dell'uomo, senza limiti geografici, economici o sociali. Inoltre, nonostante gli sforzi messi in opera a livello nazionale, comunitario ed internazionale, il numero di donne vittime di violenze è allarmante. Ogni giorno in Europa una donna su cinque è vittima di violenza, e tra il 20 e il 25 per cento delle donne europee ha subito violenza fisica almeno una volta nel corso della sua vita. Sono dati che devono farci riflettere perché la violenza fisica è la prima causa di morte e invalidità per le donne nella fascia di età tra i 16 e i 44 anni. Colpisce più del cancro e degli incidenti stradali. Il dato è ancora più allarmante se consideriamo che il 95% degli abusi avviene in ambiente familiare, ma solo il 18,2% delle vittime considera la violenza domestica un reato". Nella sua campagna di comunicazione il Parlamento europeo invita tutti a unirsi per dire basta alle violenze. VIOLENZA CONTRO LE DONNE: INSIEME POSSIAMO FERMARLA!

Agata Rizzo
 
Di Agata Rizzo (del 10/02/2010 @ 11:59:23, in Eventi ed annunci, linkato 649 volte)
Quando si parla del Carnevale di Paternò, il ricordo corre ai magnifici anni in cui veramente la festa connotava la città come uno dei luoghi della provincia di Catania ,e non solo, dove si svolgeva il Carnevale più allegro di Sicilia! Nato nel 1868 per essere poi sospeso negli anni delle grandi guerre, il carnevale paternese vive, ininterrottamente, dal 6 gennaio del 1950, anno in cui fu ripristinato. Secondo soltanto ad Acireale, dove la festa carnascialesca ha assunto nel tempo la peculiarità specifica dei grandi carri allegorici e delle macchine infiorate, a Paternò si arrivava in massa con ogni mezzo e da ogni luogo, per divertirsi in sana allegria tra maschere e balli nelle piazze principali e a strata ritta. Una fiumana di gente invadeva allora la città che, da subito dopo l’Epifania, si trasformava in un’enorme pista da ballo. Vestita a festa per un mese, Paternò accoglieva i numerosissimi visitatori che facevano a gara per trovare un posto per il parcheggio, e nei bar (Platania, Grasso, Caserta, Manno…) si formavano file interminabili per le consumazioni, mentre i circoli cittadini facevano a gara per organizzare divertenti ed eleganti serate post ballo in piazza. Il carnevale veniva ufficialmente “aperto” da un trio, vere e proprie maschere caratteristiche dell’epoca: Luigi Tomaselli detto "avvucatu" in costume da marito, Barbaro Battiato “Acidduzzu” la “moglie”, Francesco Ottone “Mamèu”. Non vogliamo fare sterile dietrologia, ma come diceva un famoso personaggio televisivo, la domanda sorge spontanea: cosa è rimasto di quel carnevale? Scomparsa definitivamente intorno agli anni ‘80, per motivi di ordine pubblico, la tradizione dei balli pubblici nelle vie cittadine, il carnevale di Paternò, tra alti e bassi, è andato avanti grazie, soprattutto, alla volontà delle maestranze locali che , caparbiamente, ogni anno si ripropongono con le loro opere. Stiamo parlando dei Maestri Artigiani che, con grande maestria, tramandandosi passione e tecnica, con i loro carri allegorici, le macchine infiorate e i gruppi in maschera fanno rivivere ogni anno lo spirito del carnevale, festa per antonomasia dell’allegria e della spensieratezza ma anche della trasgressione. I “carri allegorici”, immensi monumenti di cartapesta, sono vere e proprie forme d’arte realizzate da maestri artigiani locali che concorrono, ogni anno, ai premi messi in palio dal Comune. Non si può fare a meno di ricordare carristi storici della Paternò passata come Santo Fallica, Liberato Castro, Vincenzo Di Martino, Giosué Gulisano, Nino Caliò, Chiantello, Virgillito, Ronsivalle, il maestro ceramista Barbaro Messina, i quali si servivano anche dell’ opera di valenti artisti come Giuseppe Fallica Impallomeni, Giuseppe e Beniamino Carmeni, Giovanni Verna, Carmelo Navarria, Salvatore Gulisano, Giuseppe D'Ignoti, Adamo Impallomeni, Pietro Russo, e tanti altri ancora... Peculiarità di Paternò, oggi come ieri, sono anche le famose “Macchine infiorate” che regalano ogni anno un tocco di eleganza e vivacità alla tradizionale sfilata che, partendo dalla Villa Moncada, in un circuito classico che tocca le principali vie cittadine, si conclude a sera inoltrata in Piazza Indipendenza. Tra gli artigiani storici del fiore ricordiamo Antonino Asero, Gaetano Meci e Antonino Abate, ma anche validi artigiani dei giorni nostri quali, tra i tanti, Antonino Licciardello, Benedetto Abate, Tirenna, Statella, Accolla, ecc… Infine, tradizione consolidata è quella dei “gruppi in maschera” , con magnifici costumi e bravi figuranti che, instancabili, danno vita a festosi caroselli di suoni, danze e colori. Tra i realizzatori di queste vere e proprie spettacolari coreografie ricordiamo, tra gli altri, l’eclettico Gianni Rapisarda che con la sua passione e creatività ha sempre contribuito ad arricchire il carnevale della città con splendide performance, Santo Parisi, estroso e originale protagonista di tanti, indimenticabili carnevali e molti altri appassionati della festa più allegra dell’anno. E’ dietro le quinte del carnevale che cosa c’era? C’era, e c’è, un mondo creativo in fermento per mesi e mesi. Ma è soprattutto nelle ultime settimane che l’atmosfera si fa frenetica, che nei vari cantieri allestiti non si osservano più né pranzi né riposi canonici, ma si va allegramente avanti a panini o meglio, è proprio il caso di dirlo, a “pane, amore e fantasia”, anche fino a notte fonda! Sicuramente, ormai il Carnevale di Paternò, a differenza del passato, è più una festa da guardare che da vivere, ma che, almeno, sia un gran bel vedere, uno spettacolo per il cuore e per i sensi che regali vere emozioni, di quelle che fanno ritornare tutti un po’ bambini! Già dallo scorso anno, a sostegno dell’amministrazione comunale con, in prima persona, l’Assessore alla Cultura Gianfranco Romano, si è costituito un comitato carnascialesco, composto da esperti del settore, vere e proprie icone del carnevale paternese, tra i quali il già citato Santo Parisi e il direttore artistico Barbara Sava, che stanno cercando di attribuire una nuova, solida identità al carnevale, ricercando nel solco della tradizione, le soluzioni più originali ed idonee a far rivivere i fasti carnascialeschi della città, proprio per caratterizzare la festa e farne un’occasione per valorizzare il territorio. Purtroppo, quest’anno il carnevale sarà orfano della partecipazione delle scuole della città che, ormai da molti anni rappresentava una rilevante presenza della manifestazione. I motivi del rifiuto delle scuole all’invito dell’amministrazione comunale vanno ricercati nell’attuale, precario momento storico che stanno vivendo quasi tutte le istituzioni scolastiche della città in termini di problemi strutturali degli edifici scolastici, e quindi in questo caso si chiede la priorità ad interventi volti alla sicurezza , o ad attenzionare il problema della mensa e quant’altro. C’è d’aggiungere, come hanno fatto rilevare i Dirigenti Scolastici, che non si possono vessare le famiglie degli alunni chiedendo contributi anche per il Carnevale, vista l’esiguità delle somme messe a disposizione dal Comune, quando in questo momento sono impegnate a sostenere le spese sia per la mensa che per la piscina. Certamente un po’ amareggiato l’assessore alla Pubblica Istruzione Alfio Virgolini, ma comprensivo, infine, dell’attuale situazione denunciata dalle scuole che giustifica un dissenso così deciso e partecipato. Ma alla corte di Re Carnevale 2010 risultano grandi assenti anche i giganti di cartapesta: i carri allegorici, primi protagonisti di un passato sempre più lontano…. Lo kermesse continua con le macchine infiorate che ripropongono la poesia dei Cartoons e i gruppi in maschera in veste spaziale. Spettacoli musicali, con la partecipazione anche del maestro Gianni Mazza, arricchiscono il menù carnascialesco 2010. Buon Carnevale! Agata Rizzo agata.rizzo@hotmail.it
 
Di Agata Rizzo (del 22/12/2009 @ 14:39:33, in Eventi ed annunci, linkato 508 volte)
Serata densa di emozioni il 7 dicembre al cine-teatro “Excelsior” di Paternò per il conferimento del “Premio Santa Barbara-Sara Vittorio” e la consegna della borsa di studio “Sara Vittorio”, riconoscimenti entrambi titolati all’indimenticabile insegnante prematuramente scomparsa il 17 dicembre del 2007. “Il premio Santa Barbara-Sara Vittorio- ci comunica l’assessore alla Cultura Gianfranco Romano- quest’anno è andato al comandante della locale Compagnia dei Carabinieri, capitano Antonio Maione per aver saputo gestire in modo ottimale il problema rifiuti e l’intera festa della Santa Patrona, anche e, soprattutto, nei momenti più difficili. A lui e all’intera Compagnia dei carabinieri va il Nostro più sentito ringraziamento”. Nel corso della serata, organizzata in sinergia tra l’Assessorato alla Cultura con la collaborazione dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione e le associazioni Città Viva e GDVS-FIDAS, sono state assegnate diverse targhe di riconoscimento a coloro i quali hanno collaborato alla ottimale riuscita della Festa di Santa Barbara 2009 o, comunque, per aver intrapreso iniziative degne di merito. Tra questi ultimi è stata insignita la scuola IV Circolo Didattico “Michelangelo Virgillito” per aver creato una “Varetta” nell’ambito del progetto, in continuità tra scuola dell’infanzia e monoennio, “Piccoli ricercatori di… tradizioni locali”: una targa è andata al Dirigente Scolastico, prof. ssa Agata Vittorio, all’ins. Francesca Caccamo, quale coordinatrice del progetto, al signor Roberto Bellini, il restauratore che a titolo assolutamente gratuito ha decorato, coinvolgendo gli alunni, la “Varetta”, al signor Salvatore Asero per averne costruito la struttura lignea, al signor Antonino Impallommeni per aver impiantato l’apparato elettrico e all’ingegnere Saverio Catania per aver ideato il progetto. Sono stati, inoltre, consegnati gli attestati di partecipazione agli alunni che hanno partecipato alla tradizionale “Entrata dei cantanti” del 3 dicembre, premi consegnati personalmente dall’assessore alla Cultura Gianfranco Romano e dall’assessore alla P.I. Alfio Virgolini, coadiuvati dai “colleghi” più giovani dei “Consigli Comunali dei ragazzi” delle scuole dell’obbligo della Città. Momenti veramente densi di commozione si sono vissuti nel corso della consegna della Borsa di studio “Sara Vittorio”, cerimonia al suo II anno, fortemente voluta dall’Associazione “Città Viva”, nella persona della Presidente Grazia Scavo, dall’Associazione G.D.V.S.- FIDAS di Paternò, nella persona del Presidente Piero Santoro e dalla famiglia Vittorio-Sinatra. Madrina del premio è stata la prof.ssa Agata Vittorio, sorella di Sara che, sulle meravigliose note della “La vita è bella”, quello che si può considerare l’inno di Sara, ha tracciato un ritratto intimo della sorella, da cui è emersa una personalità forte e viva non solo nell’impegno sociale e nel volontariato ma anche, e soprattutto, tra gli affetti più cari. La commissione giudicatrice del concorso, dal tema: “ Sicilia e autonomia: la mia terra, scopro il suo volto e le sue radici”, presieduta da Luigi Sinatra, figlio di Sara Vittorio, ha giudicato migliore elaborato quello di Elisabetta Gulisano, un’alunna della V B del IV C.D. “Michelangelo Virgillito”, proveniente da Giambilieri a seguito dell’alluvione di ottobre. Ad Elisabetta Gulisano è andata, quindi, la Borsa di Studio di Euro 500, donata dalla famiglia Vittorio-Sinatra, mentre altri 5 premi ex equo sono andati ad altrettante scuole primarie: I.C. Gian Battista Nicolosi, (3 premi), I.C. “G.Marconi” e IV C.D. “M. Virgillito” .La magnifica serata si è conclusa con un concerto dell’Orchestra Sinfonica dell’Ersu di Catania, come ci illustra l’assessore alla P.I., Alfio Virgolini: “Il concerto “Momento musicale” è stato organizzato dall’ “Assessorato alla Pubblica Istruzione e Rapporti con l’Università” e costituisce un momento molto significativo per Paternò in quanto aver ottenuto la presenza dell’Orchestra Sinfonica dell’Ersu (Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario) nella nostra Città è un evento che ci onora e che, ci auguriamo preluda ad instaurare rapporti significativi non solo con le scuole dell’obbligo ma anche con quelle delle Scuole Superiori ”. Il concerto diretto dal Maestro Antonella Fiorino, ha accolto brani di Vincenzo Bellini, Gioacchino Rossini, Astor Piazzolla, Carlos Gardel, Johnn Williams, Nicola Piovani e Leonard Bernstain. Agata Rizzo
 
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